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Dal momento che il gioco ha l’importante funzione di ridurre la tensione al positivo compimento di un atto, esso rappresenta una buona opportunità per il soggetto, di solito in età ancora immatura, di sperimentare nuove combinazioni comportamentali che, diversamente, sotto la pressione funzionale, non potrebbero essere sperimentate, e anche per produrre quella flessibilità che rende possibile la padronanza dell’uso di strumenti complessi.
Da questo punto di vista quindi, si spiega come mai molte abilità sociali e molti comportamenti importanti per la vita di un individuo che richiedono un lungo periodo di attività combinatoria opzionale e libera da pressione per essere acquisiti sono trasferiti, sviluppati e perfezionati nel corso dell’attività di gioco, molto prima di essere utilizzati in età adulta.
Il soggetto giovane, grazie all’esperienza ludica, si trova nella condizione di poter costruire mentalmente un modello o tipologie di azione che è o non è possibile svolgere. Questo modello serve come immagine economica delle informazioni raccolte e può essere usato dal soggetto per fare ipotesi e previsioni nel corso del processo di risoluzione, permettendo di risolvere il problema in modo sistematico e finalizzato. Costituisce anche un meccanismo di esplorazione ambientale e del proprio corpo, e l’informazione ottenuta dalla interazione risulta particolarmente utile nella costruzione di un modello.
Il gioco rappresenta quindi a tutti gli effetti una palestra, un ambito di allenamento del corpo, ma soprattutto della mente in cui ogni individuo può misurarsi con se stesso e con gli altri in modo libero, senza la pressione del raggiungimento di un fine. È una strategia evolutiva utilizzata dai giovani animali per preparasi alla lotta per l’esistenza.
Con la domesticazione l’uomo ha mantenuto negli animali domestici alcune delle caratteristiche giovanili anche da adulti. I cani mostrano in modo splendido tali caratteristiche; essi mescolano sequenze di comportamenti adulti a parti di comportamenti giovanili. Tale mescolamento di tratti di comportamenti diversi secondo una sequenza priva di una funzionalità precisa e completa è appunto il GIOCO.
Negli animali da compagnia il comportamento di gioco, oltre ad essere un’importante componente per lo sviluppo fisico e psicologico, assume un ruolo fondamentale nel comportamento dell’animale e una funzione primaria nell’adattamento all’ambiente fisico e sociale degli individui anche in età adulta. Nei cani il gioco sociale favorisce in modo determinante la socializzazione sia con i conspecifici (gli altri cani) sia con gli esseri umani; inoltre permette di affinare la capacità di attuare e contemporaneamente di comprendere i sottili messaggi posturali, fondamentali per la comunicazione intraspecifica. Le impacciate lotte tra cuccioli appaiono già alla terza settimana di vita. Quando la capacità di coordinazione si sviluppa e si affina, è possibile riscontrare dei tipici comportamenti di sollecitazione al gioco che poi continueranno a manifestarsi anche in età adulta. Una delle caratteristiche manifestazioni di invito al gioco è appunto l’inchino.
Generalmente l’approccio giocoso si distingue chiaramente dal resto del contesto in quanto è visibilmente esagerato e sottolinea l’inizio di un’interazione del tutto particolare, non collegata in modo funzionale al resto delle interazioni sociali.
Il gioco sociale con individui della stessa specie o di specie diverse, compresi gli esseri umani è un metodo molto efficace per rendere gli incontri e la convivenza molto più piacevoli, contribuendo a diminuire i comportamenti agonistici veri e propri. Un cane abituato a giocare con gli altri cani sarà più rilassato durante le uscite e lo sarà anche il proprietario. In quest’ottica il gioco è in grado di migliorare le capacità di adattamento all’ambiente ed è quindi importante per il benessere animale.
Per questo motivo molto spesso il gioco viene “prescritto” come trattamento all’interno di un programma di terapia comportamentale. Il gioco infatti dà l’opportunità di consolidare il legame animale-proprietario, in quanto apre la mente del proprietario alla comprensione delle esigenze e dei comportamenti dell’animale rendendo la persona più paziente e più ricettiva nei confronti di quest’ultimo. Ogni cane e ogni proprietario hanno infatti delle preferenze su come e con cosa giocare e l’attività ludica diventa un piacere per entrambi perché li libera da schemi preordinati.
Ciò che è importante è che sia il proprietario a “controllare” il gioco, ma con questo non si intende ovviamente controllare le azioni, le sequenze , i ritmi, piuttosto evitare che vengano utilizzate modalità di gioco che possano creare futuri problemi nel contesto in cui vivono. Di norma si consiglia ai proprietari di controllare l’inizio e la fine dell’interazione giocosa, definendo i limiti con i quali l’animale possa ricevere dei feedback corretti. Questi limiti sono per esempio non accettare che il cane morda le mani o parti del corpo, ma favorire un’interazione che preveda sempre l’impiego di giocattoli.
Il gioco è certamente un’attività importante nel periodo di sviluppo, ma anche nell’età adulta. Il gioco permette ai nostri animali di soddisfare il bisogno di fare dell’esercizio fisico, ma allo stesso tempo di ricevere un’importantissima stimolazione mentale che favorisce in modo determinante le capacità cognitive, aumentando le possibilità di adattamento ai cambiamenti e contribuendo alla formazione di un equilibrio emotivo fondamentale per la salute psicologica e fisica dell’animale.
In contesti problematici in cui subentrano problemi di comportamento o di relazione, il gioco può costituire l’unico mezzo efficace per stabilire un canale di comunicazione tra proprietario e animale. Sono proprio le peculiari caratteristiche di spontaneità e non rigidità che permettono al proprietario di poter gestire serenamente alcuni aspetti del comportamento del proprio animale fornendo dei feedback corretti ed evitando così di usare la costrizione o la forza.

Dott.ssa Emmanuela Diana
Etologa, dottore in Scienze Biologiche, specializzazione in Biologia Animale
Esperta di comportamento animale
Cell. 347.94.71.800
E-mail: emmanuela.diana@alice.it

Bibliografia:
Bateson, G. (1955); Bekoff, M. (1972); Coppinger, R., Schneider, R., (1995); Overall, K. L., (1997); Scott, J. P., Fuller, J. L., (1965); Serpell, J., Jargoe, J. A., (1995);

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