Il comportamento distruttivo collegato all’ansia da separazione, che di norma si manifesta nel corso dei primi 30-60 minuti successivi alla partenza del proprietario, non è solo diretto a finestre e a porte, ma molto spesso i proprietari si lamentano che il cane scelga oggetti a loro particolarmente cari. È probabile che il cane preferisca questi oggetti perché essi portano l’odore della persona di attaccamento e vengono pertanto associati alla presenza di quella determinata persona. Certamente non si tratta di una forma di dispetto come alcuni potrebbero pensare.
Il trattamento dell’ansia da separazione si incentra sulla “promozione” dell’indipendenza del cane sollecitando in esso la calma e il rilassamento quando il proprietario non è presente e operando sulla relazione con il proprietario. Questo avviene attraverso un controllo dell’ambiente, insegnando al proprietario modi alternativi di interagire con il cane e utilizzando la modificazione comportamentale.
L’inserimento di una altro animale: in alcune situazioni si può pensare di inserire un altro animale che potrebbe diventare un compagno di giochi e una distrazione per il cane che soffre di ansia da separazione. Può non essere necessariamente un altro cane; anche le tartarughe, un gatto (se tollerato) potrebbero diventare fonte di compagnia e di stimolo. L’accorgimento può però non essere sempre di aiuto, in quanto molti cani sentono la mancanza del proprietario in modo esclusivo e pertanto l’inserimento di un altro animale non è in grado di sostituire la compagnia del vero oggetto di interesse.
Il confinamento: confinare il cane in un’area specifica della casa, in cui si sente sicuro e contento, può in alcuni casi determinare la riduzione e la scomparsa del comportamento distruttivo e delle eliminazioni inappropriate. Tale soluzione purtroppo non viene sempre ben tollerata da quei cani che non sono abituati al confinamento. In questi casi si rischia addirittura di provocare un aumento dell’ansia che il cane prova in assenza del proprietario.
Alcuni soggetti diventano inoltre così determinati a evadere dall’area di confinamento che finiscono per causare danni maggiori e ferite serie anche a se stessi. Idealmente è auspicabile che il cane venga abituato in modo graduale all’area di confinamento attraverso l’impiego di giocattoli. In alcuni casi può aiutare favorire al cane l’accesso ad una finestra in modo che possa guardare all’esterno.
Le distrazioni: potrebbe essere di aiuto utilizzare alcuni tipi di giocattoli masticabili favorendo attività che tengano il cane impegnato durante il periodo di maggiore ansietà, a
seguito dell’uscita del proprietario. I giocattoli migliori a questo scopo sono quelli maggiormente stimolanti e che tengono alta l’attenzione. Sebbene alcuni soggetti non mastichino i loro giocattoli e non mangino quando si trovano in uno stato di ansia e di stress, nuovi giocattoli potrebbero comunque essere fonte di notevole interesse. Inoltre cibo saporito, come carne o formaggio, potrebbe essere inserito al loro interno, in pacchetti che il
cane deve impegnarsi ad aprire oppure potrebbe essere nascosto sotto ciotole o scatole in giro per la casa. Riservando questo speciale tipo di attività ai momenti in cui il proprietario è assente, si può riuscire ad insegnargli a distrarsi e a superare l’ansia derivante dalla separazione.
La radio e la televisione accese, inoltre, possono contribuire a mascherare i rumori ambientali che di solito tendono a provocare nel cane una risposta ansiosa, la quale a sua volta innesca il comportamento distruttivo e l’abbaio eccessivo.
Intervenire nella relazione con il proprietario: di norma i proprietario è abituato a dare attenzione al cane quando lo richiede. Se il cane impara ad ottenere ogni volta quello che desidera, egli poi può diventare molto più ansioso quando viene a trovarsi da solo e privato dell’attenzione sociale. Pertanto si dovrebbe imparare a dare attenzione al proprio cane solo quando lo si desidera e non quando è il cane a pretenderlo.
I rituali di partenza: molti cani con ansia da separazione hanno imparato ad associare specifici
segnali collegati all’uscita del proprietario. La presenza di questi segnali può creare ansia riguardo l’imminente assenza del proprietario. Fino a quando il cane non si abitua a tali segnali,
dovrebbe essere evitato ogni volta che ci si prepara per uscire. Può essere di enorme aiuto a questo scopo, prepararsi in una stanza diversa da quella in cui si trova il cane, lasciando magari
la borsa e le chiavi in garage e uscendo di casa da una porta differente, mentre il cane è distratto o occupato.
Per abituarlo all’uscita del proprietario si possono inoltre ripetere quei segnali che causano ansia senza far seguire ad essi l’uscita, cosicché perdano il loro effetto. L’ansia da separazione, comunque, come altri disturbi comportamentali, può essere
estremamente variabile sia nelle cause sia nelle manifestazioni. Per questo motivo consiglio sempre che ogni caso venga valutato singolarmente sotto la guida di un esperto, in quanto è
necessario non dimenticare che ogni cane è soggetto ad un ambiente fisico e sociale differente.
Dott.ssa Emmanuela Diana
Etologa, dottore in Scienze Biologiche, specializzazione in Biologia Animale
Esperta di comportamento animale
Cell. 347.94.71.800
E-mail: emmanuela.diana@alice.it
Bibliografia
Chapman & Voith (1990); O’Farrell (1992); Overall (2001); Pageat (1999); Voith & Borchelt (1985).