La presenza del cane nella vita dell'uomo è attualmente inserita in un rapporto individuale e familiare.
Diventando una parte integrante del gruppo umano, esso assume una importanza rilevante dal punto di
vista sociale ed “emozionale”.
Ciò che si osserva nell'uomo è la sempre maggiore necessità di instaurare rapporti sociali validi anche
con i cani, strettamente collegato da una parte ad un miglioramento del benessere a livello materiale ed
economico e dall'altra ad una vita di relazione sociale tra le persone che è molto spesso povera di
contatti e caratterizzata anche da una radicale incomunicabilità e difficoltà di socializzazione.
Il rapporto con il cane, come con altri animali d'affezione, è una delle esperienza più autentiche che la
vita ci riserva; ma quali sono le reali motivazioni che spingono oggi l'uomo a ricercare una relazione
con il cane?
Sono state individuate principalmente due motivazioni di base:
1. Motivazione psicologico-psicosomatica: secondo la quale alla base di tale rapporto esisterebbe
un meccanismo a carattere psicologico. Il cane infatti all'interno delle dinamiche della relazione
tende a proporsi nei confronti del partner umano con molta immediatezza e naturalezza ed è
inoltre scevro da atteggiamenti giudicanti. Questo permette all'uomo di sentirsi libero all'interno
del rapporto e raggiungere in questo modo uno stato generale di benessere psicologico.
2. Motivazione affettivo-emozionale: La relazione con il cane contribuisce ad aiutare il partner
umano a sviluppare e migliorare le proprie capacità relazionali, comunicative e cognitive.
Allora perché nasce questa importante relazione?
Secondo Serpell alla base esisterebbe un processo di parassitismo parentale per la quale le specie
domestiche, primo fra tutti il cane, esibendo caratteri neotenici (ovvero infantili) sono in grado di
evocare nell'uomo le cure parentali. La causa sarebbe quindi da ricercare nella forma infantile: occhi
grandi, pelo morbido, carattere giocoso, ecc. in grado di suscitare nel partner umano un
comportamento di accudimento che ha con il tempo favorito l'adozione interspecifica, la quale
costituisce il primo passo verso l'attuale processo di ibridazione culturale.
Per Digard, antropologo francese allievo di Levi Strauss, il cane è interessante per l'uomo in quanto
animale e il ricercare una relazione con esso è il risultato di una innata zootropia, una naturale
vocazione intrinseca del genere umano.
Il cane inoltre tende a favorire le interazioni sociali funzionando da ottimo lubrificante sociale. Esso è in
grado di focalizzare l'attenzione del prossimo e di facilitare i rapporti. Ha la capacità di accendere e
indurre il primo contatto comunicativo tra le persone agevolando la cosiddetta “rottura del ghiaccio”. Ciò
dipende anche dalla tendenza dell'uomo ad avere molta più fiducia ed essere meno sospettoso delle
persone che “amano” gli animali. Il cane assume un ruolo di soggetto transizionale tra mondo interiore
ed esteriore su cui l'uomo tende a proiettare le proprie caratteristiche. Questa motivazione proiettiva
caratterizza in modo particolare quei legami in cui il cane assume una valenza rassicurante: protettiva,
perfomativa ed emendativa. Si è osservato comunque che il rapporto con il cane viene soprattutto
guidato da un motivazione affettiva secondo cui esso sostituisce totalmente o parzialmente altre figure
mancanti nella vita, diventando a tutti gli effetti un surrogato di una relazione o di una genitorialità.
Entrando però a far parte della sfera affettiva purtroppo esso diventa un elemento su cui l'essere
umano tende a riversare le proprie ansie e frustrazioni. Secondo Sacrato il cane sembrerebbe
rispondere bene a quattro bisogni relazionali fondamentali per l'essere umano: sicurezza, sensibilità,
silenzio e stabilità.
Affinché il rapporto tra uomo e cane sia equilibrato e corretto è necessario che vengano evitate forme di
umanizzazione eccessiva (antropomorfizzazione) le quali generalmente sono importanti concause
dell'insorgenza di disturbi comportamentali.
Il primo passo per riuscire ad instaurare un corretto rapporto è la comprensione. La conoscenza infatti
delle principali caratteristiche etologiche canine, che comprendono sia lo sviluppo comportamentale sia
i sistemi di comunicazione, è un elemento essenziale per relazionarsi in modo corretto con il nostro
amico a quattro zampe. La capacità di comunicare è senza dubbio l'aspetto più importante all'interno di
una relazione e questo a mio avviso mette in rilievo l'importanza dell'etologia all'interno dell'interazione
tra uomo e cane. Comunicare nel suo significato originale latino significa “mettere in comune”, quindi
condividere con gli altri opinioni, pensieri, esperienze, sensazioni e sentimenti.
La comunicazione con il
cane quindi non dovrebbe essere semplicemente uno sterile scambio di informazioni ma piuttosto un
rapporto di condivisione.
Per poter raggiungere una comunicazione efficace con il nostro cane diventa quindi indispensabile
migliorare le capacità comunicative mediante un utilizzo consapevole del linguaggio non verbale. La
comunicazione “senza parole” offre infatti una notevole ricchezza di segni sul piano emozionale e
costituisce certamente il principale canale per esprimere e comunicare emozioni.
Relazionarsi con il cane come se fosse un essere umano, interpretando i suoi comportamenti in chiave
umana porta a gravi errori di interpretazione e di azione e una mancata comprensione delle specifiche
caratteristiche comportamenti e psicologiche, in secondo luogo, può portare alla comparsa di disturbi
che possono interferire in modo negativo con il benessere di cane e proprietario e ciò conduce ad un
inevitabile distanziamento fra modo canino e mondo umano. Per O'Farrel esiste inoltre una
correlazione tra aspettative e desideri del proprietario e disturbi comportamenti del cane, in particolar
modo fra “comportamenti viziati” e aggressività da dominanza e tra ansietà del proprietario e
ipereccitazione e attività di sostituzione nel cane.
I disturbi comportamentali rappresentano sempre e comunque l'espressione di forme di stress spesso
persistente o cronico nel cane. Questo fattore può compromettere non solo il suo rapporto con il
proprietario, ma anche la sua condizione psico-fisica con importanti conseguenze per l'organismo, e
prima fra tutti una significativa riduzione dei livelli di benessere.