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Termoterapia: Caldo e Freddo
di Dott. Carlo Miola |
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L’energia termica è la più facile da applicare in fisioterapia e consente di ottenere molteplici benefici grazie agli effetti fisiologici del caldo e del freddo.
IL FREDDO
Il trattamento terapeutico con il freddo si dimostra spesso la miglior terapia di primo intervento in caso di trauma. Tuttavia, per i suoi molteplici benefici in fisioterapia è sfruttata anche per numerose altre applicazioni.
La terapia con il freddo è l’unica terapia fisica che sfrutta la sottrazione (e non la cessione) di energia all’organismo: infatti è il calore (inteso come energia termica) che si sposta dall’organismo del paziente al mezzo utilizzato dal fisioterapista, inducendo un abbassamento di temperatura nella zona trattata.
Avviene il contrario esatto per la terapia con il caldo e per tutte le altre terapie strumentali.
Applicazione della borsa del ghiaccio
EFFETTI DESIDERATI
Gli effetti più importanti del freddo sono:
Effetto emodinamico
Il freddo causa una diminuzione dell’irrorazione sanguigna locale tramite la vasocostrizione.
La riduzione del flusso sanguigno può essere d’aiuto nel diminuire l’edema post-operatorio e post-traumatico.
Effetto metabolico
La diminuzione della temperatura riduce localmente il metabolismo tessutale. Rallentando l’attività delle cellule illese dal trauma, il freddo consente la conservazione della loro integrità durante il periodo che segue un danneggiamento del tessuto. Inoltre, con la diminuzione del metabolismo viene inibita la liberazione e l’attività dei mediatori dell’infiammazione.
Effetto analgesico e miorilassante
Il freddo causa una riduzione della velocità di conduzione dello stimolo dolorifico a livello dei nervi periferici. A ciò si deve l’effetto analgesico del freddo, come se la parte trattata venisse localmente anestetizzata. Inoltre il rallentamento della percezione della sensazione di dolore riduce lo spasmo muscolare dopo un trauma
EFFETTI INDESIDERATI
Vasodilatazione per vasoparalisi
Questo meccanismo è una risposta fisiologica che rappresenta la principale controindicazione all’uso prolungato del freddo. Un abbassamento della temperatura troppo protratto nel tempo attiva alcuni meccanismi riflessi di termoregolazione: l’organismo risponde dilatando i vasi arteriosi profondi e incrementando l’apporto di sangue al tessuto trattato. Questa risposta paradossa è nota a noi tutti come la comune sensazione di calore che si percepisce alle estremità degli arti dopo esposizione prolungata ad una temperatura rigida. L’inevitabile risultato indesiderato è il potenziamento delle manifestazioni dell’infiammazione acuta (rossore, dolore, gonfiore).
Riduzione delle proprietà elastiche dei tessuti
Perdita di sensibilità e temporanea paresi
(Possono evidenziarsi solo a carico di nervi perifericiche decorrono più superficialmente).
Degradazione proteica
Un abbassamento della temperatura locale al di sotto dei 15° C può dare inizio alla degradazione delle proteine, con conseguente danno al tessuto.
Congelamento superficiale
È il risultato della morte cellulare che si produce in seguito alla formazione di cristalli all’interno delle cellule.
Indicazioni
L’applicazione del freddo è indicata in tutti quegli stati di infiammazione acuta derivante da qualsiasi tipo di trauma:
lacerazioni e contusioni dei tessuti molli;
distorsioni e stiramenti muscolari, tendinei e legamentosi;
fratture;
mialgie e spasmo muscolare.
I maggiori benefici in questi casi si hanno entro le prime 48-72 ore dal trauma o fino a che sono ancora evidenti i segni tipici della fase infiammatoria acuta: rossore, calore, gonfiore, dolore.
Il freddo può essere applicato anche nel periodo che segue un’operazione chirurgica, specialmente se si tratta di un intervento a carico dell’apparato muscolo-scheletrico; sarà indispensabile trattare la parte interessata senza esporre la ferita chirurgica al contatto diretto col veicolo del freddo.
Il trattamento con il freddo può anche portare benefici a quei processi cronici con elevata tendenza alla riacutizzazione, come artriti, malattie articolari degenerative (artrosi) e tendiniti, specialmente se applicato dopo l’esercizio o dopo la seduta fisioterapica.
Il freddo può essere alternato all’applicazione del caldo in occasioni in cui la normale circolazione venosa è compromessa, come durante la fase subacuta o cronica di alcune condizioni traumatiche e infiammatorie. Applicazioni alternate di caldo e di freddo, producendo rispettivamente vasodilatazione e vasocostrizione, determinano un incremento del flusso sanguigno nella parte trattata.
Controindicazioni
Risulta assolutamente controindicato il trattamento di parti traumatizzate, se complicate da lesioni ischemiche o vasculiti o zone in cui la percezione sensoriale risulta alterata a causa di danni al sistema nervoso periferico.
Non si deve porre il veicolo del freddo non a diretto contatto con ferite aperte, piaghe e ferite chirurgiche perché la guarigione di queste può essere rallentata dall’ipotermia locale.
Metodi di applicazione.
Il freddo può essere applicato tramite:
Docciatura o immersione in acqua fredda
E’ una tecnica semplice che non richiede particolare attrezzatura: è sufficiente un recipiente e la disponibilità di acqua corrente. È poco utilizzata negli animali da compagnia, che spesso non tollerano l’immersione in acqua della parte sofferente. Non può essere usata in presenza di ferite chirurgiche.
Applicazione di un impacco freddo tramite borsa del ghiaccio
Impacchi freddi (borsa del ghiaccio, cold packs): l’applicazione di ghiaccio è sicuramente la tecnica privilegiata di intervento crioterapico. Il ghiaccio triturato, contenuto in una borsa da ghiaccio o in un semplice panno, può essere messo a contatto con la parte da trattare. Attualmente, inoltre, esistono in commercio svariati tipi di cold packs (sacchetti ripieni di gel), differenti per forma e dimensione. Il loro vantaggio è che, una volta raffreddati, hanno la capacità di rimanere a bassa temperatura per un notevole periodo di tempo e si adattano sempre molto bene a superfici irregolari (come aree in prossimità di sporgenze ossee o articolazioni). Sono anche disponibili in commercio sacchetti istantanei e monouso per la produzione del freddo: il loro utilizzo viene solitamente riservato alle situazioni di primo soccorso, quando non si dispone di mezzi alternativi.
Spray refrigerante
la sua applicazione è routinaria nell’uomo, dove è usato per risolvere velocemente contratture muscolari e stiramenti insorti per esempio durante le competizioni atletiche. Questo strumento è molto comodo ma, nei nostri animali, il pelo può interferire con l’efficacia dell’azione refrigerante.
Bendaggi freddi
questa tecnica è indicata nel trattamento delle affezioni degli arti e sfrutta, per la risoluzione dell’edema infiammatorio, l’effetto sinergico del freddo e dell’azione compressiva del bendaggio. Questo metodo viene applicato esclusivamente da personale specializzato.
Precauzioni d’impiego
E’ importante che il mezzo vettore di freddo venga applicato a contatto con la cute mediante l’interposizione di un panno o una garza, per evitare il congelamento superficiale della parte trattata. Si deve inoltre evitare il contatto con ferite chirurgiche, piaghe, ferite aperte.
Protocolli di applicazione
Qualsiasi sia il metodo di applicazione del freddo, il trattamento non deve essere mai protratto per un tempo elevato, per non interferire troppo con la vascolarizzazione del tessuto.
Per stabilire la durata del trattamento si devono prendere in considerazione:
fattori fisici: sono quelli che influiscono sullo scambio termico tra mezzo utilizzato e tessuto trattato: ad esempio il tipo di tessuto e l’efficacia del metodo utilizzato nel trasferire calore. Infatti tutti i vettori comunemente utilizzati, come pure i tessuti dell’organismo hanno una propria costante di conducibilità termica che influisce sulla capacità di accumulare o cedere il calore.
fattori legati al paziente: tolleranza al freddo, tipologia di animale (es. se obeso o di taglia gigante sarà maggiore lo spessore di cute e di grasso sottocutaneo che si interpone tra il mezzo utilizzato e la zona da trattare);
fattori legati alla patologia: gravità della lesione, stadio di guarigione tessutale, zona interessata dalla lesione, risultato desiderato.
La frequenza delle sedute varia a seconda della condizione da affrontare.
Subito dopo un trauma o un intervento chirurgico si può trattare la parte lesa per 6 - 10 minuti ogni due ore, per poi aumentare la distanza tra le applicazioni fino a 4 e poi a 6 ore nei due giorni successivi.
In casi di infiammazione cronica in fase di riacutizzazione si può sottoporre l’animale a sedute di 30 minuti, durante le quali vengono effettuati tre cicli di applicazione del freddo della durata di 7 minuti circa, intervallati da qualche minuto di sospensione.
Qualora si utilizzi la tecnica del freddo alternato all’applicazione del caldo, il trattamento potrà durare 20-30 minuti, con cicli di 6 minuti di freddo, 6 minuti di caldo e 6 minuti di sospensione. |